Il gruppo energetico ucraino Naftogaz ha firmato ieri (20 settembre) un memorandum con la società ungherese Mol per la costruzione di strutture di stoccaggio di prodotti petroliferi in territorio ungherese. L’obiettivo è rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti di fronte alla possibile intensificazione degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche durante l’inverno.

A darne notizia è stato Serhii Fedorenko, presidente ad interim di Naftogaz, secondo cui la realizzazione di capacità di stoccaggio al di fuori delle aree maggiormente esposte agli attacchi russi rappresenta una misura necessaria per garantire la stabilità del mercato ucraino dei carburanti.

“Alla luce dei continui attacchi russi alle nostre infrastrutture per il carburante, diversificare le rotte di approvvigionamento e creare capacità di stoccaggio aggiuntive al di fuori delle aree colpite dagli attacchi è una questione di stabilità per l’intero mercato”, ha dichiarato Fedorenko.

Le strutture dovrebbero sorgere in prossimità del confine tra Ucraina e Ungheria e saranno destinate a soddisfare le esigenze del mercato ucraino. Secondo Naftogaz, il progetto potrebbe inoltre contribuire a rafforzare le infrastrutture energetiche transfrontaliere e la cooperazione tra i due Paesi.

Kyiv si prepara intanto a un nuovo possibile ciclo di attacchi russi contro le infrastrutture energetiche. Durante i precedenti inverni, gli attacchi contro centrali elettriche, reti di distribuzione e infrastrutture legate ai combustibili hanno rappresentato una delle principali vulnerabilità del sistema energetico ucraino. La creazione di depositi in territorio ungherese consentirebbe quindi di aumentare la capacità di stoccaggio disponibile al di fuori delle aree direttamente esposte alle operazioni militari.

La diversificazione delle infrastrutture potrebbe assumere un’importanza particolare durante i mesi più freddi, quando la domanda energetica aumenta e eventuali interruzioni delle forniture possono avere conseguenze più immediate sulla popolazione e sull’economia.

Il progetto si inserisce inoltre nella più ampia strategia ucraina di rafforzamento dei collegamenti energetici con l’Unione europea. Dall’inizio dell’invasione russa su larga scala, Kyiv ha progressivamente integrato le proprie infrastrutture energetiche con quelle europee, cercando di ridurre la vulnerabilità derivante dalla concentrazione delle infrastrutture all’interno del territorio nazionale.

L’accordo con Mol risulta inoltre particolarmente significativo dell’evoluzione dei rapporti tra Ucraina e Ungheria. Secondo Naftogaz, le relazioni bilaterali hanno registrato un parziale miglioramento dall’insediamento, a maggio, del primo ministro Peter Magyar, che ha sostituito Viktor Orban. Il nuovo governo ungherese ha adottato una posizione più orientata verso l’Europa, pur mantenendo alcune riserve sulla politica dell’Unione nei confronti dell’Ucraina.

Magyar ha infatti escluso la possibilità di fornire aiuti militari a Kyiv o di accelerare il processo di adesione dell’Ucraina all’Unione europea. Allo stesso tempo, il premier ha segnalato la volontà di ricostruire i rapporti con il vicino orientale e di perseguire una relazione più cooperativa.

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